
Un attacco net based a google
Aprile 30, 2007“Le reti sono espressione di una dinamica coevolutiva di macchine meccaniche, biologiche e significanti: la tecnologia è meticcia per nascita. Creare reti significa infatti collegare macchine di vario tipo; significa creare metodi di condivisione, metodi di traduzione, metodi di scambio: non è possibile rimanere chiusi in sé stessi, è necessario mettersi in gioco e cambiare. C’è bisogno di ricerca e di analisi competenti; la denuncia dei meccanismi del dominio tecnocratico urge più che mai. Abdicare al pensiero critico equivale invece a soccombere alle paranoie del controllo, che pure si fa sempre più pervasivo. È possibile utilizzare in senso paradigmatico la storia di Google per tracciare vie di fuga non ingenue, per immaginare pratiche di autogestione delle tecnologie. Google è infatti il punto d’incontro fra lo stile meritocratico dell’accademia, la spinta all’innovazione a ogni costo e il capitalismo finanziario più avanzato. È l’occasione giusta per sviluppare reti autonome e decentrate, per contrapporre il desiderio di “esplorare” e “percorrere” le reti alla necessità di “accedere” ai dati, per focalizzare l’attenzione sul percorso invece che sul risultato.”
Da ippolita.net, “the dark side of google”.
Che ne pensate?