Archivio per la categoria ‘Reti’

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Cosa sono le reti neurali?

Maggio 1, 2007

 Iniziamo a toglierci un pò di soddisfazioni, mi sono sempre chiesto cosa sono le reti neurali, la mia università ci fa un corso ed era quindi necessario capire..

Partiamo da wikipedia:

Una rete neurale è un insieme di neuroni biologici tra loro interconnessi.

Nell’uso moderno si intende però di solito con rete neurale una rete di neuroni artificiali, che cerca di simulare il funzionamento dei neuroni all’interno di un sistema informatico. Può essere composta sia da programmi che da hardware dedicato. Spesso viene utilizzata in congiunzione alla logica fuzzy.

E proviamo ad approfondire traducendo in post la lunga digressione by wikipedia.. da quanto capisco i neuroni sono degli elementi computazionali che hanno un’abilità particolare, modificano la loro configurazione in base agli stimoli esterni, in una parola apprendimento. Qualcuno sta cercando di imparare dalla biologia e dalla natura replicando questa struttura con modelli artificiali.

 Come funziona un neurone? Ancora wiki:

Tipicamente un neurone è costituito di 3 parti principali: il soma (corpo cellulare), l’assone (linea di uscita del neurone unica ma che si dirama in migliaia di rami) e il dendrite (linea di entrata del neurone che riceve segnali in ingresso da altri assoni tramite sinapsi). Il corpo cellulare fa una “somma pesata” (integrazione) dei segnali in ingresso. Se il risultato eccede un certo valore di soglia allora il neurone si attiva ed è prodotto un “potenziale di azione” che è mandato all’assone. Se il risultato non eccede il valore di soglia, il neurone rimane in uno stato di riposo. Una rete neurale artificiale riceve segnali esterni su uno strato di nodi (unità di elaborazione) d’ingresso, ciascuno dei quali è collegato con numerosi nodi interni, organizzati in più livelli. Ogni nodo elabora i segnali ricevuti e trasmette il risultato a nodi successivi.

Il bello delle reti neurali è la capacità di trattare molti dati, la resistenza al rumore (in parole povere, che sono le uniche che conosco, se salta un nodo della rete la rete tiene) e la possibilità di avere in input dati trattabili con algoritmi neurali con cui funzionano a meraviglia, per i difetti mi affido di nuovo a wikipedia, molto chiara:

modelli prodotti dalle reti neurali, anche se molto efficienti, non sono spiegabili in linguaggio simbolico umano: i risultati vanno accettati “così come sono”, da cui anche la definizione inglese delle reti neurali come “black box”. Come per qualsiasi algoritmo di modellazione, anche le reti neurali sono efficienti solo se le variabili predittive sono scelte con cura. Non sono in grado di trattare in modo efficiente variabili di tipo categorico (per esempio, il nome della città) con molti valori diversi. Necessitano di una fase di addestramento del sistema che fissi i pesi dei singoli Neuroni e questa fase può richiedere molto tempo, se il numero dei record e delle variabili analizzate è molto grande. Non esistono teoremi o modelli che permettano di definire la rete ottima, quindi la riuscita di una rete dipende molto dall’esperienza del creatore.

Utilizzi: finanza, meteorologia, bioinformatica

Di recente il concetto è salito alla ribalta dopo che l’ENEA ha deciso di utilizzare le reti neurali per prevedere i livelli di smog, ne parla punto informatico qui.

 Insomma, un concetto tutto da approfondire..

wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Rete_neurale

Per una interessante introduzione alle reti neurali: http://www.hyperlabs.net/neurale/introduzione.pdf

per l’immagine: http://www.daviddarling.info

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Quale democrazia per il web?

Aprile 30, 2007

Il primo articolo di super hub è in realtà un collage di presi e ripresi che però merita di non perdersi. Tutto nasce da un mio articolo sugli hub, pubblicato su marketingarena. Segue reazione di Mauro Lupi, segue reazione ed allargamento del concetto da parte di web working. Segue mio commento che incollo qui.

 (…) Mi rendo conto che il tema è molto complesso ma è proprio sulla complessità che, secondo me, si gioca tutto. Il problema che Barabasi pone in modo scientifico è ben reso operativamente, applicato a google, dal gruppo ippolita che qui http://www.ippolita.net/google spiega senza buonismi come la complessità delle reti non può essere irrisa dal miglior argorimo se non con espedienti di semplificazione che chiamiamo filtri che reggono il gioco. Sarebbe interessante capire quanto i filtri contribuiscono alla ricerca. Il dato, portato da Barabasi, che 6 pagine su 10 non sono note ai motori di ricerca non può passare inosservato, è sconcertante! Ciò che resta da comprendere a mio avviso è il passaggio da singolo nodo a hub e come “sfruttare” gli hub per ingrossare i nodi in maniera differente dall’evoluzione normale e prevedibile. L’acquisto di link, ad esempio, è pratica comune e se un pr 8 (hub) per 300 euro al mese linka un pr 1 siamo di fronte ad un hub che, forzato, modifica la morfologia (o topologia?) della rete che lo sottende. Come inserire questo concetto nella scienza delle reti? Quale rapporto con la democrazia? Quanto influiscono questi strumenti di interferenza (acquisto link) nel web? Ne esistono altri (link love etc..)?

Questo commento è in realtà un punto di partenza per discutere di web, motori, reti, in termini scientifici cosa può significare?