Archivio per la categoria ‘Web’

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La rete e il porno

Maggio 19, 2007

 Che numeri ragazzi!

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Un attacco net based a google

Aprile 30, 2007

“Le reti sono espressione di una dinamica coevolutiva di macchine meccaniche, biologiche e significanti: la tecnologia è meticcia per nascita. Creare reti significa infatti collegare macchine di vario tipo; significa creare metodi di condivisione, metodi di traduzione, metodi di scambio: non è possibile rimanere chiusi in sé stessi, è necessario mettersi in gioco e cambiare. C’è bisogno di ricerca e di analisi competenti; la denuncia dei meccanismi del dominio tecnocratico urge più che mai. Abdicare al pensiero critico equivale invece a soccombere alle paranoie del controllo, che pure si fa sempre più pervasivo. È possibile utilizzare in senso paradigmatico la storia di Google per tracciare vie di fuga non ingenue, per immaginare pratiche di autogestione delle tecnologie. Google è infatti il punto d’incontro fra lo stile meritocratico dell’accademia, la spinta all’innovazione a ogni costo e il capitalismo finanziario più avanzato. È l’occasione giusta per sviluppare reti autonome e decentrate, per contrapporre il desiderio di “esplorare” e “percorrere” le reti alla necessità di “accedere” ai dati, per focalizzare l’attenzione sul percorso invece che sul risultato.”

Da ippolita.net, “the dark side of google”.

 Che ne pensate?

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Quale democrazia per il web?

Aprile 30, 2007

Il primo articolo di super hub è in realtà un collage di presi e ripresi che però merita di non perdersi. Tutto nasce da un mio articolo sugli hub, pubblicato su marketingarena. Segue reazione di Mauro Lupi, segue reazione ed allargamento del concetto da parte di web working. Segue mio commento che incollo qui.

 (…) Mi rendo conto che il tema è molto complesso ma è proprio sulla complessità che, secondo me, si gioca tutto. Il problema che Barabasi pone in modo scientifico è ben reso operativamente, applicato a google, dal gruppo ippolita che qui http://www.ippolita.net/google spiega senza buonismi come la complessità delle reti non può essere irrisa dal miglior argorimo se non con espedienti di semplificazione che chiamiamo filtri che reggono il gioco. Sarebbe interessante capire quanto i filtri contribuiscono alla ricerca. Il dato, portato da Barabasi, che 6 pagine su 10 non sono note ai motori di ricerca non può passare inosservato, è sconcertante! Ciò che resta da comprendere a mio avviso è il passaggio da singolo nodo a hub e come “sfruttare” gli hub per ingrossare i nodi in maniera differente dall’evoluzione normale e prevedibile. L’acquisto di link, ad esempio, è pratica comune e se un pr 8 (hub) per 300 euro al mese linka un pr 1 siamo di fronte ad un hub che, forzato, modifica la morfologia (o topologia?) della rete che lo sottende. Come inserire questo concetto nella scienza delle reti? Quale rapporto con la democrazia? Quanto influiscono questi strumenti di interferenza (acquisto link) nel web? Ne esistono altri (link love etc..)?

Questo commento è in realtà un punto di partenza per discutere di web, motori, reti, in termini scientifici cosa può significare?